[25-06-2010]
25 giugno sciopero generale
Il 25 giugno sfileremo lungo le vie di Bologna, a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, dopo la convinta adesione allo sciopero generale indetto dalla Cgil.E' inaccettabile che la crisi finanziaria mondiale scoppiata nel 2008, a causa dell'incapacità dei governi da un lato e delle speculazioni finanziarie dall'altro, venga fatta pagare ai cittadini attraverso un inasprimento del patto di stabilità, tagli dei trasferimenti agli enti locali e blocco degli stipendi.La riduzione dei trasferimenti produrrà l'ingessamento degli enti locali, con la conseguenza di un peggioramento e di una riduzione della qualità e della quantità dei servizi pubblici.Per quanto riguarda il pubblico impiego, invece, il Governo sta mirando alla destrutturazione della contrattazione, bloccando gli stipendi per il triennio 2010-2012, e stabilendo, con l'avvallo di Cisl e Uil nuove regole contrattuali.Il Governo ha scelto, poi, di sferrare l'attacco definitivo alla scuola e all'università, che comporterà, la perdita di 150000 posti di lavoro entro il 2011 (150 per la sola provincia di Ferrara!. Come Abbiamo sempre affermato un paese che vuole uscire della crisi economica e vuole perseguire il progresso generale deve puntare tutto sulla ricerca e sulla cultura (del resto lo fa anche la Merkel in Germania); Berlusconi, invece, punta sull'annientamento dei saperi e condanna il paese ad un lungo ed inesorabile declino.Ma in questi giorni anche sul fronte del settore privato assistiamo ad un'operazione che rischia di calpestare ad annullare alcuni diritti fondamentali dei lavoratori.L'operazione condotta da Marchionne, Sacconi, Angeletti, Bonanni nello stabilimento Fiat di Pomigliano con la contrarietà della Fiom e dei sindacati di base va nella direzione di una violazione totale delle relazioni sindacali e della contrattazione, con l'imposizione unilaterale di un piano che presenta non pochi profili di incostituzionalità. Non possiamo accettare in alcun modo né la compressione del diritto di sciopero, né l'eliminazione del pagamento delle quote di malattia a carico dell'azienda che costringerebbe i lavoratori, come negli opifici di inizio novecento, a recarsi a lavoro anche in precarie condizioni di salute, con il rischio concreto di un'impennata degli infortuni sul lavoro, o peggio degli omicidi bianchi.Per fortuna l'impresa ideologica di segnare l'inizio di un'altra epoca nella relazioni industriali non è riuscita, di fronte ad oltre un terzo di no i proponenti l'accordo devo prendere atto che ci sono lavoratori che di fronte al ricatto non chinano la testa.Di fronte a questo scenario il Pd nicchia (non è un caso che Bersani alla manifestazione romana non abbia mai pronunciato la parola Pomigliano) facendo sterile opposizione al Governo senza essere in grado di proporre un modello di società alternativo alle destre.Noi crediamo necessario un forte contrasto all'evasione, riteniamo urgente una tassazione delle rendite finanziarie, la redistribuzione della ricchezza verso i redditi da lavoro, il rigido controllo sui movimenti di capitali e sulle transazioni finanziarie e tagliare le spesi militari per investire in scuola, università e ricerca.Pensiamo che chi cede al ricatto di Marchionne scegliendo ancora una volta di schierarsi al fianco dei poteri forti abbia definitivamente preso le distanze da un modello di società solidale ed equo.Noi al contrario scegliamo di stare dalla parte di lavoratrici e lavoratori, della parte della CGIL per rivendicare il miglioramento dei diritti e il rispetto delle relazioni sindacali, e per lottare a tutela dell'occupazione e dei servizi pubblici per tutti i cittadini, senza alcuna distinzione di condizione economica e sociale.La segreteria provinciale di Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra
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