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[19-11-2009]
PERCHE' L'OMOGENITORIALITA' NON CI FA PAURA

Abbiamo partecipato come tanti e tante altr* alla bella presentazione del libro "Buoni genitori" di Chiara Lalli, sulla genitorialità gay e lesbica.
L'incontro, organizzato da Circomassimo e Istituto Gramsci, è stato partecipato, interessante scienificamente e umanamente, grazie anche allo splendido ed emozionante intervento di Chiara, esponente di Famiglie Arcobaleno e co-mamma insieme alla sua compagna di due bellissime gemelle.
Interessante scientificamente, dicevamo, perché si è affrontato il tema sul piano giuridico, psicologico e sociologico. Un incontro di analisi e approfondimento.

Ma perché diciamo questo?

Perché la mattina dopo leggiamo sulla stampa locale l'interento di un esponente dei Popolari Liberali nel Pdl, tal Antonio Frascerra, che si definisce "indignato" per l'incontro volto "a scardinare il concetto giuridico della famiglia" e di voler farsi promotore di contestazioni scientificamente fondate, provenienti dal mondo cattolico".

E francamente non siamo potuti star zitti...
... ecco la nostra risposta.

Leggiamo sconcertati il commento del signor Antonio Frascerra (esponente del PDL) contro
la presentazione del libro "Buoni genitori" organizzata da Circomassimo.

Siamo sconcertati per almeno tre ragioni.
La prima è che noi a quell'iniziativa c'eravamo, abbiamo sentito presentare un testo 
scientifico, quale appunto è la ricerca svolta dalla professoressa Lalli e non abbiamo
sentito provocazione alcuna, se non racconti di vita, interventi sulla costituzionalità
di determinate norme, ricerca sociologica e analisi psicologica, svolte tutte da soggetti
legittimati dall'essere docenti in università statali italiane.
E tanto ci basta.

La seconda è che Frascerra bolla l'iniziativa come provocazione.
Forse la provocazione è parlare di ciò che non neppure nominabile? O forse ammettere che
dei padri gay e delle madri lesbiche possano essere anche "buoni genitori"?
Capiamo l'ansia e la paura di dover affrontare la complessità del mondo da parte di chi
crede che le proprie convinzioni religiose debbano essere quelle di tutti. Ma non ci pare
una ragione sufficiente per voler cancellare dall'esistenza uomini e donne che amano,
vivono e procreano.
E, oltretutto, questo non ci pare un giudizio coerente con la morale cristiana,
puntualmente evocata a difesa di queste tesi discriminatorie.

La terza, infine, è che si annuncia una sorta di "controconvegno" della scienza cattolica
(ma perché, la scienza varia a seconda della religione?). Questo convegno ci spaventa un
po' perché pare andare invece che verso il dialogo e il confronto verso l'ostilità, quasi
che un mondo "cattolico" non volesse non diciamo contaminarsi ma neppure entrare in
contatto con qualcosa di altro da sé.

Gentile signor Frascerra, proprio perché pensiamo sia importante per il benessere di
questi bambini vivere in un ambiente "sano", riteniamo fondamentale che le loro famiglie
siano considerate - e di conseguenza tutelate - alla stregua di tutte le altre, perché
solo riconoscendone i diritti, dando loro pieno diritto di cittadinanza nell'accesso ai
servizi pubblici, si permetterà a questi cittadini/e di domani di crescere in un ambiente
"protetto".

Irene Bregola
Stefano Calderoni
Elisa Corridoni




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