[23-02-2010]
MA SE FOSSE STATO UN MAROCCHINO A LASCIAR MORIRE UN ITALIANO CHE AVREMMO PENSATO?
Interveniamo anche noi sulla morte del giovane marocchino Sahid Belamel, morto per indifferenza e insensibilità.
Non è la prima volta che la tanto decantata "civiltà" dei nostri cittadini viene meno.
Non ci dimentichiamo le finestre chiuse in via ippodromo, mentre veniva ucciso Federico Aldrovandi. Non ci dimentichiamo che chi ha avuto il coraggio di parlare è stata una donna camerunense, un'immigrata, una lavoratrice.
"Sahid poteva essere salvato". Lo dice l'autopsia.
Invece è stato ammazzato da chi vedendo un ragazzo di colore, magari barcollante, non ha neppure pensato di chiamare un'ambulanza. Da chi non ha pensato di soccorlelo.
Proviamo a immaginarci un'inversione.
Cosa sarebbe successo se Sahid si fosse chiamato Luca e se Sahid e Mohammed lo avessero lasciato morire?
Sahid è morto di indifferenza, diffidenza e razzismo.
Anche per questo la Federazione della Sinistra (Rifondazione, PdCI, Socialismo 2000) aderisce allo sciopero migrante del 1° marzo e saremo in piazza con il Coordinamento Immigrati Ferrara lunedì primo marzo, per denunciare e protestare con loro contro i luoghi comuni, l'arrogante ignoranza che è alla base dei violenti attacchi razzisti, anche mortali, contro persone che vengono in questo Paese per lavorare.
Perché fomentare le paure, la guerra fra ultimi e penultimi, vuol dire aumentare la diffidenza.
E la diffidenza spezza il naturale legame di solidarietà e senso di comunità di chi pratica le stesse strade e vive gli stessi luoghi.
Ce lo insegna la terribile storia di Sahid: la diffidenza uccide
La Segreteria provinciale Prc Ferrara
La Segreteria provinciale PdCI Ferrara
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